Mariangela 的个人资料...La FANTASIA é un post...照片日志列表更多 工具 帮助

日志


6月27日

PRECARIATI DI TUTTA ITALIA: UNITEVI!!!

"A cosa mi serve sto pezzo di carta che tanto lavoro non se ne trova?"...per lo meno questa é l'idea comune e ricorrente, che circola da quando l'uomo ha scoperto il "dolce e salutare far nulla" A bocca aperta... si rischia, a questo modo e a mio modestissimo parere, di dare una visione contorta della nostra realtà. Anche perché, chi poi riesce a farla qualcosa, sa di raccomandato! I raccomandati, ci sono accidenti se ci sono, ma non se ne dovrebbe fare un unico fascio.... Perché fra quei "raccomandati", c'é chi ha cercato di fare del proprio meglio, chi cerca di formasi poco alla volta e chi magari, é disposto a sacrificare i momenti migliori di una vita, per dimostrare alla gente che le sue scelte non sono errate o del tutto pazzoidi o folli. Perciò, FORZA DISOCCUPATI, PRECARIATI E ASPIRANTI TALI DEL MONDO DELL'ARTE (che mo ci tagliano pure gli altri soldini rimasti!!!!) E DELLA VITA IN GENERALE: PRIMA O POI CE LA FAREMO!!!
6月21日

Parole scrostate

...dondolo in su e in giù,
penzola la testa dal ramo di bianchi boccioli.
S'azzuffa un gatto tra l'erba e il suo simile,
di noncuranza si compie la danza.
Tacciono intorno le anime stanche,
s'annebbia la voglia
di un sogno appassito.
S'innalza una brezza diversa
di fiochi universi
a distanze abissali
in distanze glaciali.
E non t'odo più...
Friguelli cinguettano da un tetto solitario
di panni stesi e non ancora
raccolti, come
questi sciolti capelli e
non ti riconosco più.
Mi avanzo in stanze di memoria taciuta,
ma rimescolo fiabe che mi son narrata.
Distratte parole appuntante
su pareti d'anima scrostata,
vengono giù come questa pioggia...
pioggia di lacrime e sguadri
tra raggi di sole che non scaldano più...
6月20日

VIALI DI CRISTALLO

Lungo viali di cristallo
va solinga e immota
segnata dai minuti
una stagione vuota
 
 
La sera adesso scende spensierata
con i suoi occhi perduti dentro i miei
e ho solo la fortuna di un idiota
che tira avanti e non conosce il suo destino
e tiro fuori da una tasca vuota
un accendino
 
 
E allora accendo un'altra sigaretta
e quando é notte raccolgo i miei pensieri
tra i sogni che oramai non hanno fretta
ed il domani che diventa ieri
quando stavamo lì seduti ore ed ore
 
 
E parlavamo fino a fare giorno
di una musica un amore
e di una fuga senza ritorno
 
 
Vive sola in un castello
dove nascono canzoni
dove potrò ripararmi
dalle tue tentazioni
 
 
Ma se un motivo esiste veramente
allora credimi dovrò cercarlo
e se vorrai mandarmi un tuo saluto
mi troverai sui viali di cristallo
dove lo sai che l'unica missione
é fare del mio tempo
Musica e Poesia...
 
 
 
Roberto Kunstler - Sergio Cammariere, "Sul sentiero"
 
 
 
6月16日

Minuetto

...e non si dorme, neanche questa notte, anche se le palpebre ormai scendono davanti questo schermo silenzioso....chissà, magari aspetterò un tuo saluto o forse no. Dormirò inerme dei tuoi passi soffusi nell'anima triste di paesaggi scoloriti di foto andate. Si spera possano ritornare fra le temperature, anche dolci sorrisi di anni passati e non d'avvenire; si salutano persone che non si rimembrano più, non si scorge tra la loro sagoma un calore passato di focolare. E in questa terra straniera tra nuvole di catrame e sogni di citronella, gironzolo triste e falsamente divertita...
6月12日

Studente Luiss-Studente Sapienza

Sabato sera "studente  Luiss"...
 
Ore 20:00  Aperitivo da 10 euro a piazza di Spagna accompagnato/a da un taxi e/o macchina personale.
Ore 21:00  Cena di pesce da 60 euro in ristorante del centro a 50 metri dal locale dell' aperitivo....in taxi e/o macchina personale.....
Ore 24:00  Chiamata taxi per andare all ArtCafè o al Piper o Il Gilda o dove si paga di più insomma....entrata 40 euro,"Ho 50 euro....va be tieni il resto".
Ore 02:00  Ordinazione dello spumante più costoso della casa da consumare al tavolino in pelle umana....
Ore 05:30  Uscita dalla discoteca e rientro a casa....indovinate come???Credo cn il taxi e/o macchina personale.....
Ore 06:00  Profonda dormita nel letto con doghe costruite con il miglior legno della Svezia.
 
 
Sabato sera "studente Sapienza"... 
 
Ore 20:00  Aperitivo a casa con il campari sottomarca dell' Eurospin.
Ore 21:00  Cena con il pollo portato cucinato dalla mamma o dalla nonna che "gira per casa" dalla domenica precedente.
Ore 21:03  Scoperta fantastica:mancano il pane e l' acqua.....
Ore 23:00  Uscita con la metro per scoprire che nel frattempo la metro A è chiusa da un' ora.
Ore 23:15  Deviazione del percorso programmato con tanto di 1500 metri a piedi con tanto di ostacoli(macchine con a bordo gli "studenti Luiss" che ti prendono per il culo e cercano di investirti....".
Ore 24:00  Si arriva al circolo degli artisti perchè il Qube si paga il sabato sera e Campo dei Fiori e Trastevere li conosci a memoria
Ore 24:00  Scopri che l' ingresso non è gratuito e devi pagare 5 euro che risulteranno avere un peso decisivo per l' acquisto delle sigarette nella settimana successiva.
Ore 01:00  .....Anche la bevuta viene 5 euro.....persino se vuoi un bicchiere d' acqua non potabile....
Ore 03:00  Uscita perchè poi sai che tornerai con i mezzi e quindi devi aspettare i notturni....con il profumo di qualsiasi mezzo notturno di una grande città....
Ore 04:00  Scopri che in realtà non esiste la fermata di cui t' avevano parlato per tornare a casa....e iniziano i 5000 metri(se te dice culo).
Ore 06:00  Arrivo alla fermata del notturni....sti cazzi ormai è giorno passano pure gli altri mezzi e ha riaperto la metro A(dove rischi di addormentarti clamorosamente).
Ore 07:00  Sonno leggero sul letto montato con pezzi di ricambio dell' Ikea.

6月10日

TVB

SLANCIO DI AFFETTO:
VI VOGLIO BENE RAGA'!!!
 
6月8日

Parco Villa Leopardi

Il vento soffiava abbastanza testardamente, sedevo lì sulla solita panchina, tra quel pino superbo quel salice commosso e quel lampione solitario. Leggevo, giusto per fare qualcosa di diverso <?!?> e mi guardavo intorno: una decina di ragazzini giocavano a lanciarsi addosso palloncini pieni d'acqua, mentre anziani su sedie a rotelle, gustavano quei raggi di sole ancor flebili e poco vigorosi.
Leggevo e i fogli si sommavano, si accumulavano, confondendo il dopo con il prima e il seguito con l'inizio... Sembrava un tutt'uno indecifrabile, un sovrapporsi di epoche storiche che chissà se avrei saputo svolgere un giorno -chissà quando e chissà dove.
Una formica dalla testa rossa mi camminava allegramente sui pantaloni: ispirata non so da quale cattiveria, la spazzai via con un gesto preciso e freddo. Rabbia forse investiva i miei pensieri, sorta di fastidio indescrivibile che non si riesce a quantificare e a cui non si riesce a dare forma né dimensione, essere vincolata e aver paura di soccombere, non riuscire a ribellarsi anche e soprattutto a causa loro.
Lì seduta ad aspettare che il tempo facesse il suo corso, mi son trovata quasi inaspettatamente coinvolta in un dialogo fra due nonnini... Lei, accompagnata da una badante, priva di memoria -persa a poco a poco tra questi rintocchi di tempo cattivo- che non sapeva più riconoscere il Singnor Giuseppe (marchigiano settantenne o forse anche più, dall'aria furba e malinconica): i due si prendevano in giro, scherzavano e la balera intanto andava, suonava ancora una volta quei brani che nessuno ascolta più e che per loro, divengono vitali, fondamentali, energici, ancora giovani nonostante una pellaccia solamente un pò più seccata dal sole rispetto gli altri eppure, sorprendentemente liscia talvolta.
La Signora Mirella fumava in silenzio la sua sigaretta giornaliera, tra unghie rosa e rossetto carmio e luccichini varii. La venne a prendere suo marito, sorridente signore molto giovanile ancor bischero da bisbocce...
Biblioteche chiuse attendono che qualcuno voglia riaprire pensieri e parole da troppo tempo taciute.
Il solito lampione solitario mi guardava silenzioso e pensieroso in quell'andare agitato di foglie, al sibilar del vento... La polvere si confondeva nelle mie tasche, che prive di carte di dolciumi, contenevano soltanto le mie mani fredde...e gli occhi miei bassi e tristi, seguivano ancora quel sentiero polveroso...............
6月1日

L'attesa...

...Si chiedeva quando sarebbe iniziato il tutto. Alternava l'affacciarsi alla finestra con l'uscire nel balcone... Le nuvole mutavano il paesaggio così uguale e sempre così mutevole. Immaginava che colori avrebbe indossato questa volta, cosa le avrebbe detto? L'agitazione lo assaliva minacciosamente, non riusciva neanche più a capire cosa stesse facendo con quello zucchero filato tra le mani. Attendeva. In silenzio. Ancora una volta scostò la tendina della finestra: una panchina polverosa di là dalla strada, si popolò di una coppia di nonnini. Quasi duecento anni in due, lui più barcollante di lei, mentre lei ancora una volta si affidava agli occhi di lui... Da quella finestra, come invidiò quella cecità! Come d'improvviso si sentì svuotato, privo di senso, stupido in fine, per quella sua smania di attesa di non saper bene cosa -o chi- attendere.... Eppure lui restò lì, fermo, immobile, con la speranza di divenire cieco e sentire d'un sol tratto, la mano di lei prendere la sua e sintir dire dolcemente, ancora una volta ancora, dalla sua voce: "Vieni...".